La Facciata della Natività della Sagrada Familia

La Sagrada Familia non sarebbe quello che è senza le sue straordinarie facciate. Tra tutte, la Facciata della Natività è quella che spicca maggiormente, essendo la prima e l’unica che Antoni Gaudí poté vedere completamente terminata prima della sua morte nel 1926. Questa facciata celebra la vita, la nascita di Cristo e la gioia della creazione con un’esplosione di forme naturali, sculture e un ricco simbolismo.

Se vi state chiedendo cosa rende così speciale la Facciata della Natività, continuate a leggere e vi spiegheremo tutto quello che dovete sapere per comprendere e godere appieno questo capolavoro del Modernismo catalano.

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La Facciata della Natività della Sagrada Família dalla Plaça Gaudí, con la Torre di Gesù Cristo, recentemente coronata, che domina lo skyline di Barcellona.

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Perché la Facciata della Natività è così importante?

La Sagrada Familia e la costruzione della Facciata della Natività nel 1905 Baldomer Gili i Roig, Public domain, via Wikimedia Commons

Gaudí dedicò più di 30 anni alla costruzione di questa facciata, dal 1894 fino alla sua morte. Sapeva che non l’avrebbe vista terminata, ed è per questo che concentrò i suoi sforzi nel lasciare almeno una facciata completata che potesse servire da esempio e ispirazione per proseguire la costruzione della basilica della Sagrada Familia.

Questa facciata rispecchia perfettamente il periodo naturalista di Gaudí, in cui la natura diventa la grande maestra dell’architettura. Qui non troverete linee rette né forme geometriche rigide: tutto scorre, tutto cresce, tutto respira vita come una foresta di pietra.

Se volete viverla di persona, consultate come prenotare i vostri biglietti. Ricordate di farlo in anticipo, poiché sono molto richiesti.

Le facciate della Sagrada Familia

La Facciata della Natività è una delle tre grandi facciate della Sagrada Familia, che insieme formano un unico trittico narrativo nella storia dell’architettura.

Ognuna narra un momento essenziale della vita di Cristo: mentre la Facciata della Natività è una celebrazione della vita, dell’umanità di Cristo e della bellezza della creazione divina, la Facciata della Passione rappresenta la sofferenza redentrice, e la Facciata della Gloria, come suggerisce il nome, la gloria celeste.

I tre portali: Fede, Speranza e Carità

La Facciata della Natività è suddivisa in tre grandi portali verticali, ciascuno dedicato a una virtù teologale:

Portale della Carità (centro)

Portale della Carità nella Facciata della Natività

Il più grande e importante, dedicato alla nascita di Gesù. Qui troverete la scena della Natività al centro, con Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù circondati da angeli e pastori. Poco sopra, l’Incoronazione di Maria e l’Albero di Jesse, che simboleggia l’albero genealogico di Cristo.

Portale della Speranza (sinistra)

Narra episodi come la Fuga in Egitto, la Strage degli Innocenti e la Presentazione di Gesù al Tempio. È il più drammatico dei tre, con scene che evocano la sofferenza ma anche la protezione divina.

Portale della Fede (destra)

Il Portale della Fede, all’estrema destra della foto, che rappresenta le scene della vita quotidiana della Sacra Famiglia.

Mostra momenti come la Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta, Gesù che lavora con Giuseppe nella bottega del falegname e la Predicazione di Gesù nel Tempio. Rappresenta la vita quotidiana della Sacra Famiglia.

Gli artisti della Facciata della Natività

Sebbene Gaudí fosse il genio creativo, non lavorò da solo. Lo scultore Llorenç Matamala fu il suo collaboratore più vicino e fedele dal 1900 fino alla morte dell’architetto nel 1926. Matamala diresse il laboratorio di scultura e fu responsabile di dare vita a molte delle figure più iconiche della facciata, in particolare i gruppi della Natività e gli angeli musicanti. (Se incontrate nomi o termini che non conoscete, il nostro glossario della Sagrada Familia può esservi utile).

Dettaglio del Portale della Carità, in cui si apprezza il lavoro di Llorenç Matamala; tra cui la Grotta della Natività e gli Angeli con strumenti musicali.

Accanto a Matamala lavorò Carles Mani, un altro scultore fondamentale che si occupò di numerosi gruppi scultorei, in particolare nel Portale della Fede. Jaume Busquets contribuì anch’egli con sculture importanti nei primi anni del progetto, apportando il suo talento a diverse scene dell’infanzia di Cristo.

Decenni dopo, nel 1978, un giovane scultore giapponese di nome Etsuro Sotoo arrivò a Barcellona, affascinato dall’opera di Gaudí. Rimase così colpito dalla Sagrada Familia da decidere di dedicare la sua vita a proseguire il lavoro dei maestri precedenti.

Sotoo ha completato numerose sculture della facciata seguendo meticolosamente lo spirito naturalista di Gaudí: studia piante e animali reali, utilizza calchi naturali e rispetta la filosofia originale del progetto.

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Elementi chiave della facciata

Ciò che rende unica questa facciata è la sua profusione di elementi naturali scolpiti con un realismo sorprendente:

  • Colonne a palma: Le colonne che sostengono la struttura hanno la forma di tronchi di palma, con nodi e texture che imitano la vera corteccia.
  • Tartarughe: Alla base delle colonne laterali, due tartarughe reggono il peso dell’edificio: una tartaruga marina (simbolo di permanenza nel mare) e una terrestre (solidità sulla terra).
  • Flora e fauna: Sono rappresentate più di 100 specie di piante, uccelli e animali della regione. Gaudí e i suoi collaboratori studiarono e modellarono direttamente fiori, foglie, anatre, galline, colombe e persino rane per riprodurle nella pietra.
  • Il cipresso: Al punto più alto della facciata centrale si erge un grande cipresso circondato da colombe bianche, simbolo della purezza di Maria e dell’ascensione dell’anima.
Dettaglio della tartaruga terrestre che sorregge il peso della colonna, uno degli elementi naturali della facciata.

D’altra parte, i campanili coronano la facciata con un insieme di quattro torri campanarie di oltre 100 metri d’altezza, dedicate agli apostoli Barnaba, Giuda Taddeo, Simone e Mattia.

Queste torri sono decorate con la parola “Sanctus” (Santo) ripetuta e coronate da spirali di ceramica smaltata in colori vivaci che brillano al sole. Gaudí le progettò per funzionare come enormi campane tubolari: strumenti musicali che avrebbero fatto risuonare inni in tutta Barcellona.

I quattro campanili della Facciata della Natività, dedicati agli apostoli Barnaba, Giuda Taddeo, Simone e Mattia.

Quali scene ci sono nella Facciata della Natività?

La spiegazione della Facciata della Sagrada Familia si comprende meglio percorrendo le scene dal basso verso l’alto, seguendo la narrazione biblica:

Livello inferiore (infanzia di Gesù)

Nella parte più bassa della facciata inizia la storia con l’Annunciazione, in cui l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria che sarà madre di Gesù. Il cuore di questo livello è la Natività, la scena centrale con il presepe dove si trovano Maria, Giuseppe, il Bambino Gesù, i Re Magi, i pastori e il bue e l’asinello.

Intorno ad essi, gruppi di angeli musicanti suonano strumenti medievali e cantano gloria, riempiendo la scena di gioia celeste.

Scena della Strage degli Innocenti, una delle più drammatiche della Facciata della Natività, situata nel Portale della Speranza.

Ma la narrazione include anche momenti drammatici: la Fuga in Egitto mostra Giuseppe che guida Maria con il bambino in braccio mentre fuggono da Erode, e la Strage degli Innocenti rappresenta con crudezza il tragico decreto del re che cercava di eliminare il Messia appena nato.

Livello intermedio (vita familiare)

Alzando lo sguardo, le scene narrano la vita quotidiana della Sacra Famiglia. Qui si trova il giovane Gesù che lavora nella bottega del falegname accanto a Giuseppe, imparando il mestiere con le proprie mani.

È rappresentata anche la Presentazione al Tempio, quando Maria e Giuseppe presentano il bambino secondo la tradizione ebraica, e una scena memorabile: Gesù che predica nel Tempio a 12 anni, stupendo i dottori della legge con la sua precoce saggezza.

Livello superiore (glorificazione)

Nella parte più alta della facciata, la narrazione raggiunge la sua culminazione spirituale. Si vede l’Incoronazione di Maria, circondata da angeli e simboli celesti che celebrano la sua ascensione.

L’Albero di Jesse rappresenta l’albero genealogico di Cristo, collegandosi visivamente alle antiche profezie dell’Antico Testamento. E a coronare tutto, il grande cipresso circondato da colombe bianche simboleggia la purezza di Maria e l’ascensione dell’anima verso il divino, come un ponte tra la terra e il cielo.

Simbolismo religioso

Non c’è esempio migliore della Sagrada Familia per apprezzare il rapporto tra Gaudí e la religione. Ogni elemento del Portale della Natività della Sagrada Familia ha molteplici livelli di significato:

  • I numeri. Compaiono costantemente riferimenti numerici biblici. Il numero 3 (Trinità) si ripete nei tre portali, nei gruppi di tre angeli e nelle tre virtù teologali.
  • L’orientamento. Questa facciata è deliberatamente rivolta a est. Il sole nascente illumina la Facciata della Natività a ogni alba, simbolo di Cristo come “luce del mondo” e dell’inizio della vita. Questa decisione non fu casuale: Gaudí studiò la posizione del sole affinché la luce naturale creasse effetti drammatici sulle sculture in diversi momenti della giornata.
  • L’acqua. Doccioni e gargoyle a forma di animali non svolgono solo la funzione pratica di scolo delle acque, ma rappresentano anche l’acqua come fonte di vita e il battesimo.
  • La natura come tempio. Per Gaudí, la natura era il libro più perfetto scritto da Dio. Per questo riempì questa facciata di piante e animali: un modo per ricordare che il divino si manifesta in tutta la creazione.

Materiali e tecnica

Scene della vita quotidiana della Sacra Famiglia: Gesù che lavora con Giuseppe nella bottega del falegname e le colonne elicoidali con texture di palma.

Gaudí utilizzò principalmente la pietra di Montjuïc, una pietra sedimentaria di colore dorato estratta dall’omonima montagna barcellonese. Questa pietra è relativamente morbida al momento dell’estrazione, il che ne facilita la lavorazione, ma si indurisce nel tempo a contatto con l’aria.

Per le sculture più dettagliate, Gaudí rivoluzionò le tecniche scultoree della sua epoca:

  • Calchi in gesso da persone reali: Prendeva calchi diretti da persone del quartiere (vicini, operai, persino neonati) e da animali vivi o morti. Successivamente modificava questi calchi per adattarli alle proporzioni e alle pose necessarie.
  • Calchi di piante naturali: Fiori, foglie e rami venivano modellati direttamente per ottenere il massimo realismo.
  • Specchi inclinati: Posizionava specchi ad angolazioni specifiche per studiare come la luce naturale avrebbe colpito le sculture in diversi momenti della giornata.

Gli elementi della Sagrada Familia includono anche materiali più moderni nelle parti alte: ceramica smaltata veneziana in colori brillanti (verdi, azzurri, dorati) che corona le torri e che può essere vista da diversi chilometri di distanza.

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Curiosità e dettagli nascosti

Gruppo scultoreo di uccelli e vegetazione scolpiti nella pietra con un realismo travolgente.

Se visitate la Sagrada Familia dall’esterno, prestate attenzione a questi affascinanti dettagli:

  1. Il neonato della Natività: La figura del Bambino Gesù nel presepe è un calco reale di un neonato nato nel quartiere. Gaudí chiese il permesso alla famiglia per effettuare il calco.
  2. Uccelli reali trasformati in pietra: Le galline, le anatre e le oche che decorano i vari livelli furono scolpite a partire da uccelli del mercato. Gaudí li acquistava, li studiava (a volte già morti) e li inviava al laboratorio per realizzare calchi esatti.
  3. L’uovo sul cipresso: Sulla punta del cipresso centrale si trova un uovo, simbolo di resurrezione e nuova vita. Rappresenta anche il momento della nascita di Cristo.
  4. Iscrizioni nascoste: Sulle colonne e sui fregi ci sono testi in latino e greco che passano inosservati a prima vista. Includono frammenti del “Gloria in Excelsis Deo” e nomi di luoghi legati all’infanzia di Gesù.
  5. La grotta sotto la Natività: Sotto la scena della nascita si trova una piccola grotta che rappresenta la grotta di Betlemme. Qui Gaudí collocò stalattiti naturali portate da una vera grotta.
  6. L’alfabeto nelle torri: Osservando attentamente le torri, si nota che le lettere che formano “Sanctus” sono disegnate con un alfabeto speciale creato da Gaudí, una fusione di forme gotiche e moderniste.

Prepara la tua visita alla Sagrada Familia

Ora che conoscete tutti i segreti della Facciata della Natività, sicuramente non vedete l’ora di ammirarla di persona. Per godervi al massimo la visita, vi consigliamo di acquistare i biglietti in anticipo.

La Sagrada Familia è il monumento più visitato di Spagna e i biglietti si esauriscono con giorni o addirittura settimane di anticipo, soprattutto in alta stagione (primavera ed estate). Le opzioni di biglietteria includono:

Prenotare in anticipo non solo garantisce il vostro ingresso, ma vi permette anche di scegliere l’orario migliore per la visita ed evitare la ressa del primo pomeriggio.

I migliori posti per ammirare la Facciata della Natività

La Facciata della Natività si trova sul lato nordest del tempio, affacciata su Carrer de la Marina. È la facciata più accessibile dalla metropolitana (stazioni Sagrada Família delle linee L2 e L5) e quella da cui meglio si apprezza l’opera di Gaudí dall’esterno.

Ecco come si presenta oggi la Sagrada Família: la Facciata della Natività e la Torre di Gesù Cristo, appena coronata, riflesse nello specchio d’acqua della Plaça Gaudí

Come posizionarsi per ammirarla al meglio:

  • Il momento migliore per fotografarla è la mattina presto (tra le 8:00 e le 10:00), quando il sole nascente illumina direttamente la facciata. Il posto consigliato è la vasca della Plaça Gaudí (tra Carrer de la Marina e Carrer de Lepanto): il piccolo specchio d’acqua del parco permette di catturare il riflesso delle torri se c’è abbastanza acqua.
  • Questo è uno dei posti migliori per ammirare la Sagrada Familia gratuitamente, dall’esterno.

Non dimenticate di includere persone nel vostro scatto: una figura umana alla base aiuta a rendere la scala monumentale dell’edificio.

Siete pronti a scoprire la Sagrada Familia di persona? Vi promettiamo che non vi lascerà indifferenti.